Il chain-of-thought è una strategia di prompt engineering che guida i modelli linguistici a scomporre problemi complessi in passaggi intermedi prima di fornire la risposta finale. Serve a migliorare drasticamente l’accuratezza dell’AI su compiti che richiedono ragionamento logico sequenziale. Viene utilizzato quando si lavora su problemi articolati nella produzione di contenuti, dove il percorso logico è importante quanto il risultato. Funziona attraverso prompt strutturati che mostrano esempi di ragionamento passo dopo passo, permettendo al modello di esplicitare il proprio processo deduttivo.
Indice dell'articolo
Che cos’è il chain-of thought?
Il chain-of-thought, abbreviato CoT, è una tecnica di prompting che insegna ai modelli linguistici a esplicitare i passaggi logici intermedi necessari per arrivare a una risposta, riducendo errori e allucinazioni in compiti che richiedono ragionamento strutturato.
Il termine nasce da una ricerca di Google Research del 2022, pubblicata da Jason Wei e Denny Zhou. La tecnica prende il nome dalla rappresentazione visiva dei passaggi logici come una catena di pensieri, dove ogni anello rappresenta un’inferenza intermedia che porta al prossimo.
Quando chiedi a un LLM di risolvere un problema complesso senza CoT, il modello tende a produrre direttamente la risposta finale, aumentando la probabilità di errori. Con il chain-of-thought, invece, istruisci esplicitamente il modello a mostrare il proprio lavoro, esplicitando ogni passaggio logico.
In ambito di produzione contenuti e web writing, il CoT serve quando devi strutturare articoli complessi, verificare catene di argomentazioni, costruire outline articolate o suddividere un brief editoriale in sotto-task sequenziali. Ad esempio esempio: invece di chiedere direttamente a un modello di scrivere un articolo SEO di 1500 parole, puoi usare CoT per guidarlo prima attraverso l’analisi delle keyword, poi la definizione della struttura H2/H3, poi l’identificazione dei punti chiave per ogni sezione, e infine la stesura vera e propria. Questa guida sequenziale migliora la coerenza e l’aderenza al brief.
Per quali ragioni si usa il chain-of-thought?
Si usa il chain-of-thought per evitare errori di output quando il compito richiede più passaggi logici concatenati, per aumentare la trasparenza dell’AI mostrando il percorso deduttivo seguito e per migliorare l’affidabilità complessiva dei modelli su task articolati.
La prima ragione è l’accuratezza. Quando un compito richiede ragionamento multi-step, la probabilità di errore cresce a ogni passaggio implicito. Il CoT rende espliciti questi passaggi. Nei test originali, l’accuratezza su problemi aritmetici complessi passava dal 17% senza CoT al 78% con CoT.
La seconda ragione è la trasparenza. Con il CoT, non ottieni solo la risposta finale ma anche il “ragionamento” che ha portato a quella risposta. Questo è fondamentale quando lavori con contenuti dove la correttezza è critica: puoi verificare ogni passaggio e identificare esattamente dove il modello ha commesso un errore. Questo concetto di explainable AI è particolarmente importante nella produzione editoriale, nel quale devi essere in grado di giustificare ogni affermazione contenuta in un testo.
La terza ragione riguarda la riduzione delle allucinazioni. Costringere il modello a esplicitare i passaggi intermedi riduce la probabilità che inventi fatti o connessioni logiche inesistenti. Un prompt a catena di pensieri forza il modello a giustificare ogni affermazione prima di passare alla successiva.
Nel content writing, questo significa poter costruire argomentazioni complesse con maggiore affidabilità. Ad esempio, se devi produrre un articolo che compara tre strategie di marketing digitale, il CoT ti permette di strutturare il prompt in modo che il modello analizzi prima le caratteristiche di ogni strategia, poi identifichi i criteri di confronto, poi applichi questi criteri a ciascuna strategia, e infine sintetizzi le conclusioni. Ogni passaggio è verificabile e correggibile.
Quando non utilizzare chain-of-thought?
Non usare il chain-of-thought per task semplici che non richiedono ragionamento multi-step, perché aggiungerebbe complessità inutile e aumenterebbe i costi senza migliorare la qualità dell’output. Se la richiesta è diretta e può essere risolta in un singolo passaggio logico, il CoT non apporta benefici: riassumere un paragrafo, generare un titolo, tradurre una frase, estrarre keyword. In questi casi, un prompt diretto funziona meglio.
Il CoT ha anche un costo in termini di token. Ogni passaggio intermedio consuma token sia nel prompt sia nell’output. La regola: usa il CoT quando il valore della trasparenza e dell’accuratezza supera il costo dell’aumento di complessità.
Infine, il CoT non è adatto quando il modello deve operare in tempo reale con vincoli di latenza stretti. I passaggi intermedi allungano il tempo di generazione. Se l’applicazione richiede risposte immediate, come un chatbot di supporto clienti su query semplici, il CoT può rendere l’esperienza utente più lenta senza apportare benefici apprezzabili. In questi casi, tecniche come il fine tuning su compiti specifici sono più appropriate.
Quali vantaggi presenta il CoT?
I vantaggi principali del chain-of-thought sono l’aumento significativo dell’accuratezza su problemi complessi, la trasparenza del processo decisionale dell’AI, la riduzione delle allucinazioni e la possibilità di identificare e correggere errori specifici nel ragionamento.
L’accuratezza migliora in modo visibile. Nei test originali su problemi di ragionamento matematico, l’uso del CoT ha portato modelli come PaLM-540B dal 17% al 78% di risposte corrette. Nel web writing, questo si traduce in contenuti più coerenti e minor necessità di revisione manuale.
La trasparenza è un vantaggio operativo di cui tenere conto. Puoi studiare il ragionamento del modello e capire dove si è inceppato. Se un articolo contiene un’affermazione dubbia, puoi risalire al passaggio logico che l’ha prodotta e correggere il prompt specificamente su quel punto.
La riduzione delle allucinazioni deriva direttamente dalla struttura del CoT. Quando forzi il modello a giustificare ogni affermazione, limiti la sua tendenza a inventare fatti plausibili ma falsi. Per chi produce contenuti professionalmente, questo significa meno fact-checking post-generazione e maggiore affidabilità degli output.
Come fare correttamente chain-of-thought?
Per fare correttamente chain-of-thought, devi strutturare il prompt fornendo esempi espliciti di ragionamento passo dopo passo, usando tecniche come il few-shot prompting con due o tre dimostrazioni del processo logico desiderato, oppure istruzioni dirette che chiedono al modello di mostrare il proprio lavoro prima della risposta finale.
Esistono due varianti principali: il few-shot CoT e lo zero-shot CoT. Il few-shot CoT richiede di includere nel prompt alcuni esempi di input con i relativi passaggi di ragionamento che portano alla risposta. Il zero-shot CoT, più semplice, consiste nell’aggiungere al prompt una frase come ‘Let’s think step by step’ o ‘Ragioniamo passo dopo passo’, che induce il modello a esplicitare i passaggi senza bisogno di esempi.
Few-shot e one-shot prompting
Il few-shot è più potente ma richiede più lavoro. Devi preparare 2-3 esempi dimostrativi dove mostri esattamente come vuoi che il modello ragioni. La struttura base: Esempio 1 → [passaggi logici] → risposta. Esempio 2 → [passaggi] → risposta. Adesso, rispondi seguendo lo stesso approccio.
Il one-shot prompting, variante con un solo esempio, può funzionare per compiti meno complessi ma generalmente il few-shot con almeno due dimostrazioni produce risultati più stabili.
Lo zero-shot CoT, invece, è immediato da applicare. Aggiungi al tuo prompt una frase che inviti esplicitamente il modello a ragionare per passaggi. Le formulazioni più efficaci includono: ‘Ragioniamo passo dopo passo’, ‘Mostra il tuo ragionamento prima di rispondere’, ‘Scomponi il problema in passaggi intermedi’, ‘Esplicita ogni inferenza che fai’. Questa tecnica funziona sorprendentemente bene sui modelli più recenti e richiede zero preparazione.
Nella produzione contenuti, il CoT si applica efficacemente strutturando il brief editoriale come sequenza di sotto-task. Invece di chiedere direttamente l’articolo finito, chiedi al modello di: 1) analizzare l’intento di ricerca della keyword principale, 2) identificare i topic secondari da coprire, 3) costruire una struttura H2/H3, 4) definire i punti chiave per ogni sezione, 5) scrivere il testo seguendo quella struttura. Ogni passaggio diventa verificabile e correggibile prima di procedere al successivo.
Un errore comune è includere troppi passaggi intermedi. Il CoT deve scomporre il problema in step logici naturali, non frammentarlo all’eccesso. Se il ragionamento diventa troppo granulare, il modello può perdere il filo e il costo in token diventa eccessivo. La granularità ottimale dipende dal compito: per un articolo di 1500 parole, 4-6 passaggi macro sono generalmente sufficienti.
Esempi di prompt a catena di pensieri
Gli esempi concreti di prompt CoT mostrano come trasformare una richiesta diretta in una sequenza di passaggi logici espliciti, sia con il few-shot che con lo zero-shot, applicati alla produzione di contenuti digitali e web writing.
Few-shot CoT per strutturare un articolo blog
Prompt diretto (senza CoT): ‘Scrivi un articolo di 1200 parole sulla keyword SEO tecnica per principianti.’
Prompt CoT few-shot: ‘Ecco due esempi di come strutturare un articolo blog ottimizzato:
Esempio A – Keyword: Content marketing per ecommerce. Passaggio 1: identifico intent informazionale, target PMI. Passaggio 2: individuo 4 topic principali da coprire: strategia, tipologie contenuto, distribuzione, metriche. Passaggio 3: costruisco struttura H2 che rispecchia questi topic. Passaggio 4: definisco per ogni H2 i punti chiave e le keyword correlate da inserire. Passaggio 5: scrivo introducendo ogni H2 con una frase risposta diretta di 30-40 parole. Risultato: articolo 1200 parole, struttura chiara, SEO-friendly.
Esempio B – Keyword: Email automation per startup. Passaggio 1: intent informazionale + transazionale, target founder early-stage. Passaggio 2: topic principali: benefici, strumenti, workflow tipo, errori comuni. Passaggio 3: struttura H2 corrispondente. Passaggio 4: punti chiave per sezione, esempi concreti di automation. Passaggio 5: stesura con frasi dirette dopo ogni H2, tono pratico. Risultato: articolo 1300 parole, actionable, ottimizzato.
Adesso, applica lo stesso processo alla keyword: SEO tecnica per principianti. Mostra ogni passaggio prima di scrivere l’articolo.’
Questo prompt CoT forza il modello a seguire la stessa logica degli esempi, producendo un output strutturato e verificabile passaggio per passaggio.
Zero-shot CoT per analisi competitor
Prompt diretto: ‘Analizza questi tre articoli competitor e dimmi cosa manca nella nostra content strategy.’
Prompt CoT zero-shot: ‘Analizza questi tre articoli competitor. Ragioniamo passo dopo passo: 1) Identifica i topic principali coperti da ciascun articolo. 2) Estrai le keyword secondarie utilizzate. 3) Valuta la profondità di trattamento di ogni topic. 4) Confronta con i nostri contenuti esistenti su keyword simili. 5) Individua i gap tematici che i competitor coprono e noi no. 6) Suggerisci i topic prioritari da aggiungere alla nostra strategia. Mostra il ragionamento per ogni passaggio prima di fornire le raccomandazioni finali.’
La semplice aggiunta di ‘ragioniamo passo dopo passo’ più l’elenco numerato dei passaggi desiderati trasforma una richiesta vaga in un processo strutturato. Il modello espliciterà ogni inferenza prima di arrivare alle conclusioni.
CoT per troubleshooting contenuti
Prompt diretto: ‘Questo articolo non performa bene in SERP. Cosa c’è che non va?’
Prompt CoT: ‘Analizziamo questo articolo che non performa. Ragioniamo per passaggi: 1) Verifica se il title tag contiene la keyword principale e se è accattivante. 2) Controlla se la meta description è ottimizzata e persuasiva. 3) Analizza la struttura H2/H3: copre tutti i subtopic rilevanti per l’intent? 4) Verifica la densità e distribuzione delle keyword correlate nel corpo. 5) Controlla la presenza di elementi on-page: immagini con alt, link interni, FAQ. 6) Valuta la lunghezza rispetto ai competitor meglio posizionati. 7) Identifica quale di questi elementi è più debole e prioritario da ottimizzare. Mostra l’analisi di ogni punto prima di fornire le raccomandazioni.’
Il CoT qui funziona come checklist guidata: il modello non può saltare passaggi e deve giustificare ogni valutazione, producendo un audit strutturato invece di suggerimenti vaghi.
Questi esempi dimostrano come il chain-of-thought non sia una tecnica astratta ma uno strumento pratico per migliorare qualità, affidabilità e trasparenza nella produzione di contenuti assistita da AI. La chiave è sempre scomporre il compito in passaggi logici verificabili, esplicitando ogni inferenza intermedia prima di arrivare alla risposta finale.
FAQ
Il chain-of-thought funziona con tutti i modelli linguistici?
Funziona meglio con i modelli più grandi e recenti. La ricerca originale ha dimostrato che il CoT produce miglioramenti significativi solo a partire da modelli oltre i 10 miliardi di parametri. Modelli più piccoli non mostrano benefici apprezzabili, mentre GPT-4, Claude Sonnet, Gemini Pro e simili rispondono molto bene al CoT.
Devo sempre usare il few-shot o basta lo zero-shot?
Dipende dalla complessità del task. Per compiti standard come analisi competitor o strutturazione articoli, lo zero-shot con una frase tipo ‘ragioniamo passo dopo passo’ è spesso sufficiente. Il few-shot serve quando il ragionamento desiderato è molto specifico o quando lo zero-shot produce passaggi intermedi troppo vaghi.
Il CoT aumenta molto i costi di utilizzo?
Sì, consuma più token sia nel prompt (se usi few-shot) sia nell’output (i passaggi intermedi). L’aumento può essere del 30-50% rispetto a un prompt diretto. Va valutato se il miglioramento in qualità e riduzione delle iterazioni giustifica il costo aggiuntivo.
Posso combinare CoT con altre tecniche di prompting?
Assolutamente. Il CoT si combina bene con role prompting, istruzioni strutturate, e output formatting. Puoi chiedere al modello di assumere un ruolo specifico, ragionare passo dopo passo, e formattare l’output in JSON o tabella. Le tecniche si sovrappongono senza conflitti.

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